MUSICISTI IN STRADA

MUSICISTI IN STRADA Jimi Hendrix poggiò l’amplificatore sotto la fontana di piazza San Giacomo,Mozart fu visto in via Mercatovecchiomentre Chet Baker soffiò in via Veneto.In molti giunsero e si collocarono nei luoghi più belli della città.Charlie Parker, Frank Zappa,...

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MOSCA

MOSCA  MOSCA 1Una mosca è una mosca,se balla, canta, scrive…una mosca resta una mosca.Progetta, inventa, decide,viaggia, salta, fa tuttoma non vola.Perché una mosca è una mosca.Attenta!... troppo tardi. MOSCA 2Una mosca è una moscaanche se pensa di essere una...

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IL MEDICO

IL MEDICO Di letteratura e di prostataun medico professionale assaiparò lo dito suonel buco di culo mio.Tutto è bene,tutto è sano.Il dito nel culocontrolla il mondo.

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IL LUCHERINO E IL CANARINO

IL LUCHERINO E IL CANARINO Il lucherino trovò la finestra aperta ed entrò nella stanza.Nella stanza una grande gabbia era occupata da un canarino.Il canarino così cantò:“So che voli libero nel cielo bluma non ti cibi tutti i giorni come me.I miei padroni studiano la...

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IL FORUNCOLO

IL FORUNCOLO Il foruncolo s’arrossa s’ingrossae tento d’eruttarloma il dolore mi contrastae l’impresa si smarrisce.Che ne sa il mondo del mio foruncolo?E tu perché mi frastorni coi tuoi problemi?Finché il foruncolo non deflagreràalcun dramma...

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FOCA E COLIBRÌ

FOCA E COLIBRÌ Mi sento solocome un ombrellone da spiaggiaa fine settembre.Mi sento solo come un colibrìmentre il cane fa pipìe l’esempio del colibrì serve per la rima.Mi sento solocome la foca che svegliandosi sul ghiacciaiosogna le spiagge di Copa Cabanae ottimista...

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DONNA SLAVA

DONNA SLAVA In quel bar io e te,amico mio,si sorseggiava un bollente caffèe si dicevadi facezie e ricreazioni.Entrò una donna dagli occhi chiarianzi chiarissimie gli abiti consuntierano il film del suo passato,ma talmente era bellache a tutti noi parve raffinatae di...

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DAVANTI AL FUOCO

DAVANTI AL FUOCO Eccoci quidavanti al fuoco.Il fuoco dell’amoredivampa,arroventa l’anima,scoppietta il cuore.Ti guardodistesa,accanto al fuoco.Spostatiché ho freddo.

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CAMPANA VENDE UN LIBRO

CAMPANA VENDE UN LIBRO Fuori l’osteria incontrò Campanaun gruppo di giovani benee ad uno d’essi volle vendere un suo libroe già ne strappava alcuni fogliche il giovine agitò l’anima e si adirò.Il poeta ponderò i raffinati jeans lacerie il resto dell’addobbo e...

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BENEFICENZA

BENEFICENZA Raccolgo soldi per beneficenza.Raccogliamo soldi per beneficenza.Tremila euro raccolti.Quattromila di spese(contributi spese).Croce gialla croce rossa malattie tumorali invalidi civili invalidi sul lavoro invalidi poliomielitici sindrome di Poland vittime...

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DiVersi al muro

AMORE

Amore è una porta
dischiusa
che non vorresti mai
chiudere.
Amore è quella porta
dischiusa
che devi chiudere
per la corrente.

FUMMO, SALIMMO

Fummo, salimmo, stemmo, giacemmo
e l’inutile percorse gli accadimenti
delle menti gentili e innocenti,
finchè scoprimmo l’artificio
e al fine
fummo, stemmo, giacemmo
senza salire,
affinché la fatica
non contrastasse l’ironia.

IL POETA E' STANCO

Il poeta è stanco,
è sempre più stanco,
il poeta è stanco,
non può riposare
e non va al mare.

L'AMICO FINOCCHIO

L’amico finocchio che bacia il suo ragazzo
è come quando mi dissero che non si scrive l’aradio,
cioè, non si scrive elle, apostrofo, aradio, ma…
la radio
ed io dovetti ammettere:
“giusto”.

MAN MANO

Man mano che il tempo se ne va,
l’incontro ai funerali si fa abitudine
sempre meno clamorosa.

PASSATI REMOTI

Ti vidi ballare, m’innamorai.
Ci parlammo d’amore, ti sposai.
Portasti tua madre in casa, non mi incazzai.
Il maiale tibetano, il naso tappai.
Non volevi figli, lo accettai.
Non volevi lavorare, lo approvai.
Spendevi il mio stipendio, lo tollerai.
Ti facesti l’amante, lo sopportai.
Diventasti nevrotica, pazientai.
Iniziasti a picchiarmi, singhiozzai.
Amavo i monti, andammo al mare, ti annegai.

QUESTA E' UNA POESIA D'AMORE PER LA MIA DONNA

Questa è una poesia d’amore per la mia donna.

SUD

Tanto mi manca la gentilezza del sud,
l’odore, le stanze scure d’ombra, i cassetti chiusi dei comò, il ricottaro,
le donne attente sulle porte che offrono l’acqua,
le persone che si fanno affettuose senza una ragione,
le strade polverose e gli alberi d’arance.
Mi manca l’ipotesi fraterna del sud,
con le mani a menar l’aria,
i consigli dei vecchi immobili
e gli occhi,
quegli occhi che vidi sempre a ridere
e che quando piansero levarono le grida agli emigranti.
Mi manca assai la carezza del sud,
furba e cialtrona,
ma colta dalle stesse mani che tanto lottarono
con le miniere in Belgio o le acciaierie di chissaddove,
la carezza colta di letteratura nata nella terra arsa e ciarliera.
Torno alle stanze, nessuno mi vede, eppure sono tutti presenti, qui, con me.

UOMO NERO

C’era un uomo nero nero,
cavalcava il suo destriero,
era un principe africano
dal cipiglio anticristiano.
Quando il prete rubicondo
vide il moro tremebondo,
con due Pater e Ave Maria
accoppò il nero e così sia.

CARA MAMMA

Cara mamma…
mamma cara…
come potrò mai giustificare
il fatto di non sapere e non volere
scrivere nulla di te.
Cara mamma
a me non mi piaci
tu e i tuoi baci.
Sarò figlio disgraziato
ma mai baccalaureato
(mi piaceva tanto questa parola!).

FUNERALE

Non mi par che al funerale
si stia poi così male
e intendo per un commiato
così poco appassionato,
ché si sta tra l’ultime file
di fianco al campanile
a sputtanar i successori
finacché anche tu ti muori.
E intanto nel cassone
il morto buontempone
rilascia una scoreggia
trafittante come scheggia
sulla vedova addolorata
che la nega svergognata.
Che morale vuoi ci sia?
Una puzza e un’ave Maria.

IL POETA SCRIVE POESIE

Il poeta scrive poesie.
Eccheccazzo, cosa vuoi che scriva?
Il poeta scrive poesie
di lotta e d’amore
ma non scende per strada.
Eccheccazzo, perché non scendi?
Il poeta scrive poesie
ed ha paura di scendere in strada.
Poeta birillo.

LETTORI DI CARTA

Siamo gli ultimi lettori di carta
che l’odore ci ammalia
e ce la portiamo al naso
e ci godiamo di languori e cupidigia.
Siamo gli ultimi e ancora ci mangiamo scrittori
a noi confacenti e apologeti del tempo
in cui fummo apprensivi d’apprendere
e leggemmo “Guerra e pace” sol perché
turgido era il volume di pagine
e per scommessa avremmo raccontato
di notti insonni,
così come quando le passammo, le notti,
con Hemingway e Pavese e Pasolini
a trecentocinquanta lire.
Quanto poco ci costa la cultura,
meno di un panino e una birra.
Siamo noi che entriamo nelle librerie e nelle biblioteche
e tutti alzano lo sguardo sorpresi,
perché anche noi abbiamo odore di carta,
perché ci portiamo dietro il sudore dello stampatore
e ce ne vantiamo in cuor nostro,
ma lo raccontiamo solo agli amici.
Gli amici di carta.

NEL PAESE

Con la pignatta alla latteria
L’estate la strada di occhi luminescenti
E quando era l’ora
Il profumo delle lenzuola.

PINGUINO

L’afa d’agosto calpestava il nostro amore.
Fermi e distesi,
umidi e bagnati,
non riuscimmo ad amarci.
Te ne stavi in fondo al letto.
Guastato ed abietto.
Pinguino maledetto.

RORIDI

Scendendo la discesa dell’Ancona
e salendo la salita dell’Ancona
si sente l’odore dell’acqua
e gli odori delle feste e delle grida
che i bambini imbastivano.
Si scende fino al Tagliamento
e ancora grida e tuffi e chissà
se quell’umidità
ci ha resi tutti roridi
anche nelle risa e negli sguardi.
Eravamo bambini roridi.
Spetta che vado a leggere nel dizionario.

TERREMOTO

E’ arrivato il terremoto
burubum burubum burubum
tutto è cascato un senso di vuoto
mmmh mmmh mmmh
qualcuno che piange un altro impreca
sgrunt sgrunt sgrunt
un uomo che ride e l’altro ipoteca
blabla blabla blabla
adesso ci scrivo una bella poesia
suvvia suvvia suvvia.

VERME 1

Non credere che il verme strisci:
no, il verme scivola.
E scivola, scivola, scivola
mentre tu non sei verme,
perché non scivoli.
Strisci.

VERME 2

Non credere che il verme scivoli:
no, il verme striscia.
E striscia, striscia, striscia,
mentre tu,
che non scivoli,
tu Striscia la notizia.

VERME 3

Il verme non ha ponderazione di sé:
se ne sta meditabondo senza pensieri
a contemplare l’immagine riflessa
in uno specchio d’acqua.
“Però, che linea!”

VERME 4

E mentre il verme specchiandosi narciso
si piaggiava,
giungesti tu distratto
e fu “splash!”

CASE POPOLARI

Le case popolari
soffrono di tramonti celati
e frotte di bambini ciarlieri
e suoni di televisori dalle finestre aperte
per non dire dei panni stesi.
Le case popolari
soffrono di saluti ossequienti all’autorità
che ci riempie le galere
con le case popolari
e noi ci entriamo incazzati (nelle galere)
e ne usciamo festanti (dalle galere)
e nuovi oppositori ci sappiamo
di una nuova società
con la giurisprudenza stesa
da un palazzo all’altro.

GARA DI POESIA

Ho partecipato ad una gara.
Una gara tra poeti.
Una gara in cui vince una poesia.
La medaglia e il salame.
Non male.
Ho partecipato con una poesia che parla dei bambini che muoiono di fame.
Non ho vinto.
Ha vinto una poesia che parla dei bambini che muoiono di fame.
Ce n’erano di più.

IO E MIA FIGLIA

Io e mia figlia ce ne stiamo
ai bordi dello stagno
e chissà se Dio (o chi per lui) ci aiuta
ad esser felici.
La mia bambina ride beata
alle paperelle e ai conigli
e a quanti animali si affacciano
curiosi o in attraversamento.
Ringrazio Dio di tutto ciò
anche a costo di sembrare ridicolo
e così mi raccolgo nell’abbraccio
di quella pace.
Siamo lì.
Il cacciatore.

LIBRO

Vidi un libro e mi nascosi.
Lui se ne stava lì
distratto e sornione.
Tanto per scherzare
facendo un salto
mi parai d’improvviso di fronte alla copertina.
Credo che non ebbe nemmeno il tempo di guardarmi.
Morì.

NONNA

L’abbraccio nell’aia
nonna sorridente
le galline parlanti
nonna balbuziente.

POESIA D'AMORE

Oggi mi sento giù
perché mi manchi tu
dududu dududu dududu.

SCATOLA

Ricordi quando ti gridai “ti amo”
e tu raccogliesti il mio “ti amo”
e lo chiudesti in una scatola.
Ricordi quando ti rammentavo del mio “ti amo”
e tu sorridente annuivi
e giravi lo sguardo verso la scatola del nostro amore.
Intanto si scopava come pazzi.

UOMINI

Degli uomini conservo un singolare ricordo:
credevan tutti d’esser vivi.

VITA

Travasar di sofferenze e gioie e passioni e incertezze e idee e sudori con amori e figli e lotte e botte e vuoti e risate.

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