ROCCO BURTONE pintore

Alle medie vinse il primo e ultimo premio in un concorso dal titolo: LA FAMIGLIA. I ragazzetti tutti dipinsero mamme e papà sorridenti e affettuosi, il nostro invece rappresentò la famiglia in lite, mentre si lanciano piatti e coltelli.
Non parteciperà mai più a concorsi né a collettive non amando le ammucchiate senza sesso.

Andava a scuola per noia, perché ne sapeva più degli insegnanti, tant’è che invece di seguire l’inutile lezione, riempiva il diario di macchinosi e labirintici segni a china che in seguito diverranno uno degli stili della sua pittura.

Le prime mostre non le ha mai fatte, ovvero, portava i quadri e li appoggiava in una stanza e qualcuno lo informava che quella era una vernice.
Divenne a quel punto scrittore al fine di meglio comprendere la lingua italiana.

Accadde un giorno che andando a fare la spesa, alla domanda della cassiera: “vuole una borsa?”, decise di fabbricare borsette per la felicità delle donne; e per darsi un’immagine eccentrica e intelligente, iniziò a dipingerne la parte in cuoio.
Da quell’esperienza nacquero i quadri in cuoio, la cui tecnica è la seguente: Incisione del cuoio a concia vegetale, lavoro di pennello con aniline ad alcol, copertura della pezza con le stesse aniline tramite colore più tenue, massaggio con crema morbida.

Gli affari andavano bene e vendeva i quadri, fino al giorno in cui, parlando con un pollo parente di una mucca, decise di diventare vegetariano.

Fu così che si interessò ad altre tecniche pittoriche, usando colori acrilici che mischia con quelli per il vetro o chine colorate, non tanto per desiderio di sperimentare nuove pratiche, bensì per usare i colori trovati in casa e non doverne acquistare altri.

Alle presentazioni dei suoi vernissage solitamente suona e canta per cercare di far avvicinare la gente, quella gente che si appressa, se ne va e mai tornerà.

Questa è la deprecabile storia di Rocco Burtone, pintore senza cuore, che mentre dipinge pensa a… ovvero, non pensa: esiste e resiste.

Burtone non pare interessarsi alla pittura: non dipinge: gioca. E’ un gioco di sguardi e intrecci, in due stili diversi. Il gusto maniacale del tratto a china in versione labirintica e gli occhi e volti sgualciti di personaggi veri ma improbabili. E se una donna ti osserva sensuale, poco più in là Marilyn viene svillaneggiata con barba e baffi posticci, lasciandole però lo sguardo indimenticato.

Burtone è il tipico artista insoddisfatto che deve per forza attraversare le autostrade delle diverse culture. Già musicista, scrittore, poeta (anzi no, ama definire i suoi versi non poesie, bensì popsie), non è l’ultimo arrivato alla pittura. Notevoli e curiosi i suoi lavori su cuoio negli anni ottanta, che durarono poco perché il nostro divenne vegetariano. Ecco, in ciò emerge il fascino del suo talento: nella sua onestà intellettuale a volte immoderata e quasi indisponente.

Resta comunque un artista dalla grande personalità, dipinta in modo quasi sgrammaticato, forse rivoluzionario, forse poetico, certo eccentrico e mai banale.

Da vedere.

Anna Catalano

Elio Varutti

martedì 28 aprile 2015

I quadri di Rocco Burtone

Si intitola “Musica nascosta” la mostra d’arte di Rocco Burtone alla Loggia di Udine. Conosciuto dal pubblico udinese in veste di cantautore, l’artista ha voluto mettere da parte la chitarra per qualche minuto, inforcando pennelli e colori. Allora egli mette in piazza un’altra parte del suo originale modo di comunicare, quello dell’espressione artistica in pittura. Poi, ce ne sono altri ancora…

Anche in questo campo Rocco non poteva esimersi dalla sua potente ironia, che rasenta il sarcasmo in qualche opera in esposizione. Persino le didascalie che accompagnano i quadri in mostra hanno del dissacrante. Sono mini poesie, anzi “popsie”, com’è il neologismo creato dall’artista, che fanno sorridere il visitatore, se non resta allibito. Un “pospia” è una opera che nasce dal desiderio di proporre liriche poetiche legate al mondo della musica.

Le opere in mostra alla Loggia sono a tecnica mista, ma molte sono degli acrilici su supporti vari, non mancano i disegni molto curati, meticolosi nella drammaticità dei personaggi stralunati che eruttano svastiche e croci. Ogni tanto, tuttavia, compaiono pure dei cuori rossi, ossia un barlume di speranza.

Mercoledì 15 maggio , alla Casa del Campo di via Mentana 80 a Udine, la mostra di ROCCO BURTONE PITTORE avrà inizio alle ore 18,00 e si concluderà alle ore 22,00, perché i lavori del maestro non possono essere lasciati soli e quindi se li porterà a casa.

Sono quadri dedicati all’introspezione, ma anche al racconto, ovvero, disegni in cui comincia una storia che devi guardare chiedendoti dove sei, perché sei lì e soprattutto: chi te l’ha fatto fare. Tema centrale, quindi e come sempre l’ironia, anche se a volte si scontra con immagini drammatiche (il volto che grida eruttando croci e svastiche). Si parte dal bianco-nero per esplodere qualche volta nei colori, mai protagonisti però, sempre in disparte o addirittura, con la tecnica della mimesi, colori nascosti e ambigui, colori che si intrecciano col nero china e quindi oscuri ma, attraverso diverse angolazioni, brillanti e controversi. Ed ancora, tra mille labirinti, ecco i cuori che spuntano, solitari, a creare armonia o perlomeno allegria. Burtone usava questa tecnica da ragazzo, quindi l’aveva abbandonata per dedicarsi alle incisioni e disegni su cuoio, adesso la riprende con risultati certo più complessi e riflessivi. D’obbligo è il parallelo con la sua musica, in cui esce spesso dal ruolo di compositore di canzoni per addentrarsi nel progressive.

Daniele Zuliani

Mi trovo a dover recensire un evento di uno dei personaggi più irriverenti del nostro Friuli, qualsiasi cosa io dica potrebbe essere o tremendamente giusta o totalmente errata oppure, e non mi sorprenderei della cosa, potrebbe essere usata contro di me in tribunale.
Quando parliamo di Rocco Burtone tutto è possibile.
Artista senza confini, lo conosciamo tutti dal punto di vista musicale, sappiamo che quando parliamo di Rocco Burtone intendiamo uno dei più capaci e pungenti cantautori, profondo conoscitore della musica e della poetica. Ma non solo, Burtone ricopre anche i panni dello scrittore, numerosi infatti sono i libri che portano la sua firma, chissà se tutti scritti da lui !

Quindi ricapitolando : musicista, poeta e scrittore, possiamo anche dire che ci salva dalla noia e dal logorio della vita moderna grazie alle tante manifestazioni di carattere culturale del quale è fiero organizzatore. L’ultima, inaugurata sabato 18 aprile alla Galleria d’Arte La Loggia di Udine, lo vede come protagonista ma sotto nuove vesti, quelle del Rocco Burtone pittore.

Sono quadri dedicati all’introspezione, ma anche al racconto, ovvero, disegni in cui comincia una storia che devi guardare chiedendoti dove sei, perché sei lì e soprattutto: chi te l’ha fatto fare ?. Tema centrale quindi è, come sempre l’ironia, anche se a volte si scontra con immagini drammatiche (il volto che grida eruttando croci e svastiche ecc.). Si parte dal bianco-nero per esplodere qualche volta nei colori, mai protagonisti però, sempre in disparte o addirittura, con la tecnica della mimesi, colori nascosti e ambigui, colori che si intrecciano col nero china e quindi oscuri ma, attraverso diverse angolazioni, brillanti e controversi. Ed ancora, tra mille labirinti, ecco i cuori che spuntano, solitari, a creare armonia o perlomeno allegria. Burtone usava questa tecnica da ragazzo, quindi l’aveva abbandonata per dedicarsi alle incisioni e disegni su cuoio, adesso la riprende con risultati certo più complessi e riflessivi. D’obbligo è il parallelo con la sua musica, in cui esce spesso dal ruolo di compositore di canzoni per addentrarsi nel progressive. In questo modo lo descrive Daniele Zuliani

Come detto da Zuliani drammaticità ma anche ironia, che forse è stata la chiave principale di questa innagurazione, così dopo la presentazione dell’autore ad opera della titolare della galleria Maristella Cescutti si fa valere anche la musica di Warren Monteleone, giovane musicista che ha raccontato in musica, le opere di Burtone attraverso la sua inseparabile chitarra.

Enrico Tonazzi invece è stato un altro illustrissimo ospite della mostra, ha per altro dedicato una canzone, composta la notte precedente nel quale ironizza sul fatto che Burtone potrebbe essere anche ballerino. Non si è mai vista una mostra nella quale la gente ha riso tanto.

Per tutti gli interessati la mostra proseguirà fino al 13 maggio secondo gli orari della Galleria d’Arte La Loggia qui disponibili:
Apertura da Martedì a Sabato dalle 17.30 alle 19.30

Festivi dalle 11.00 alle 12.30

Lunedì Chiuso

Warren © Instart

Alle medie vinse il primo e ultimo premio in un concorso dal titolo: LA FAMIGLIA. I ragazzetti tutti dipinsero mamme e papà sorridenti e affettuosi, il nostro invece rappresentò la famiglia in lite, mentre si lanciano piatti e coltelli. Non parteciperà mai più a concorsi né a collettive non amando le ammucchiate senza sesso.

Andava a scuola per noia, perché ne sapeva più degli insegnanti, tant’è che invece di seguire l’inutile lezione, riempiva il diario di macchinosi e labirintici segni a china che in seguito diverranno uno degli stili della sua pittura.

Le prime mostre non le ha mai fatte, ovvero, portava i quadri e li appoggiava in una stanza e qualcuno lo informava che quella era una vernice. Divenne a quel punto scrittore al fine di meglio comprendere la lingua italiana.

Accadde un giorno che andando a fare la spesa, alla domanda della cassiera: “vuole una borsa?”, decise di fabbricare borsette per la felicità delle donne; e per darsi un’immagine eccentrica e intelligente, iniziò a dipingerne la parte in cuoio. Da quell’esperienza nacquero i quadri in cuoio, la cui tecnica è la seguente: Incisione del cuoio a concia vegetale, lavoro di pennello con aniline ad alcol, copertura della pezza con le stesse aniline tramite colore più tenue, massaggio con crema morbida.

Gli affari andavano bene e vendeva i quadri, fino al giorno in cui, parlando con un pollo parente di una mucca, decise di diventare vegetariano.

Fu così che si interessò ad altre tecniche pittoriche, usando colori acrilici che mischia con quelli per il vetro o chine colorate, non tanto per desiderio di sperimentare nuove pratiche, bensì per usare i colori trovati in casa e non doverne acquistare altri.

Alle presentazioni dei suoi vernissage solitamente suona e canta per cercare di far avvicinare la gente, quella gente che si appressa, se ne va e mai tornerà.

Questa è la deprecabile storia di Rocco Burtone, pintore senza cuore, che mentre dipinge pensa a… ovvero, non pensa: esiste e resiste.

mostra pittorica di Rocco Burtone

occhi di burtone

dal 21 aprile al 6 maggio presso il

MUSEO CIVICO DELLE CARROZZE D’EPOCA
a SAN MARTINO di CODROIPO (UD)

Via San Pietro 6, San Martino di Codroipo Info: +39 0432 912493 – www.comune.codroipo.ud.it

Orari: dal mercoledì al venerdì 9.30-12.30;15.30-18.30 sabato 15.30-18.30 domenica 10.30-12.30 e 14.30-18.30

Inaugurazione sabato 21 aprile ore 18,00

con amichevole bicchierata a cura della inimitabile azienda vinicola

LE CELLINE

e interventi artistici e musicali di:

BARBARA ERRICO, ALBERTO CHICAYBAN, ARNO BARZAN,
MICHELE PUCCI, PAOLO CORETTI

Sono quadri dedicati all’introspezione, ma anche al racconto, ovvero, disegni in cui comincia una storia che devi guardare chiedendoti dove sei, perché sei lì e non sai perché. Tema centrale quindi è, come sempre l’ironia, anche se a volte si scontra con immagini drammatiche. Si parte dal bianco-nero per esplodere nei colori, mai protagonisti però, sempre in disparte o addirittura, con la tecnica della mimesi, colori nascosti e ambigui, colori che si intrecciano col nero china e quindi oscuri ma, attraverso diverse angolazioni, brillanti e controversi.

Burtone non pare interessarsi alla pittura: non dipinge: gioca. E’ un gioco di sguardi e intrecci, in due stili diversi. Il gusto maniacale del tratto a china in versione labirintica e gli occhi e volti sgualciti di personaggi veri ma improbabili. E se una donna ti osserva sensuale, poco più in là Marilyn viene svillaneggiata con barba e baffi posticci, lasciandole però lo sguardo indimenticato.

Burtone è il tipico artista insoddisfatto che deve per forza attraversare le autostrade delle diverse culture. Già musicista, scrittore, poeta (anzi no, ama definire i suoi versi non poesie, bensì popsie), non è l’ultimo arrivato alla pittura. Notevoli e curiosi i suoi lavori su cuoio negli anni ottanta, che durarono poco perché il nostro divenne vegetariano. Ecco, in ciò emerge il fascino del suo talento: nella sua onestà intellettuale a volte immoderata e quasi indisponente.

Resta comunque un artista dalla grande personalità, dipinta in modo quasi sgrammaticato, forse rivoluzionario, forse poetico, certo eccentrico e mai banale.

“musica nascosta”

Opere a tecnica mista di

ROCCO BURTONE

inaugurazione

sabato 18 aprile ore 18 e 30

dal 18 aprile al 13 maggio 2015

Orario:
dalle ore 17 e 30 alle ore 19
festivi dalle ore 11 alle ore 12,30
lunedì chiuso

all’inaugurazione verrà offerta degustazione dei vini della VIGNA MERIDIANA di Ara di Tricesimo.

Sono quadri dedicati all’introspezione, ma anche al racconto, ovvero, disegni in cui comincia una storia che devi guardare chiedendoti dove sei. Tema centrale, quindi e come sempre l’ironia, anche se a volte si scontra con immagini drammatiche (il volto che grida eruttando croci e svastiche o il chitarrista fantasma). Si parte dal bianco-nero per esplodere nei colori brillanti e controversi. Ed ancora, tra mille labirinti, ecco i cuori che spuntano, solitari, a creare armonia o perlomeno allegria, in contrasto con gli acrilici di più grandi dimensioni in evidente ricerca modale, con personaggi stralunati e irreali dall’esistenza possibile e improbabile.

galleria d’arte  LA LOGGIA
UDINE –  PIAZZA libertà 11
cellulare   +39 3356610390
cescuttim@laloggiaudine.it

URL   www.laloggiaudine.it

www.facebook.comLaLoggiaUdine

d i r e t t o r e  a r t i s t i c o
prof.    Maristella    Cescutti

Rocco Burtone, l’insoddisfatto

Apre giovedì 4 all’osteria ‘Ai vecchi parrocchiani’ di Udine una nuova personale del cantautore-scrittore-artista

03/02/2016

Il Gruppo Artistico Cormor inaugura gli appuntamenti espositivi nell’osteria ‘Ai vecchi parrocchiani’ di via Aquileia, a Udine, con la mostra personale  di Rocco Burtone, aperta fino al 16 marzo.

Cantautore, scrittore, poeta, organizzatore di eventi, Burtone è anche pittore, da decenni, anche se, come scrive nella presentazione dell’evento Anna Catalano, “non pare interessarsi alla pittura. Non dipinge: gioca”.

Il vernissage della sua esposizione è fissato per giovedì 4 alle 18. Le sue opere sono divise in due stili diversi. In uno, “il gusto maniacale del tratto a china in versione labirintica”, nell’altro “gli occhi e volti sgualciti di personaggi veri ma improbabili”.

Definito “il tipico artista insoddisfatto che deve per forza attraversare le autostrade delle diverse culture”, Rocco Burtone “resta comunque un artista dalla grande personalità, dipinta in modo quasi sgrammaticato, forse rivoluzionario, forse poetico, certo eccentrico e mai banale”.

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