Rocco Burtone News

LIBRI

Rocco Burtone, un po’ musicista, un po’ scrittore, ma anche pittore. Uomo delle tante scelte, con un solo desiderio: non sapere cosa sia uno stipendio e la tredicesima e la pensione: c’è riuscito. Ha passato la vita quasi annegato tra il sogno e la realtà delle battaglie sociali, sempre attento alla coerenza e alla gioia. Con la musica ha viaggiato ovunque, producendo dieci dischi, così come dieci sono anche i suoi libri.

PROPOSTE

Le proposte artistiche sono tante, perché tante sono le angolazioni, le sfaccettature di un artista. La mia vita è mai sazia di curiosità. Eccomi quindi a dipingere quadri che raccontano le persone che viaggiano e altri la musica che si rompe piuttosto che l’amore per la terra, e poi rieccomi a presentare libri che scrivo distrattamente quando mi ricordo di questa passione. Nei concerti esprimo forse il maggior coinvolgimento e insieme agli spettacoli di ricerca e narrazione, ultimamente mi sono gettato nuovamente nell’avventura dada e anarchica, perché la musica se non è libera, non è musica.

POPSIE

Le Popsie o Poesie Pop nascono nel 1977 quando, all’interno di Librera, un club anarchico/culturale di Udine, alcuni ragazzi, assistendo alle esibizioni di poeti sul palco, decisero di buttare sulla carta alcuni versi e di proporli agli ascoltatori. Nacquero così le Popsie, ovvero parole buttate a caso in contrapposizione alla autorevolezza dei poeti ufficiali. Negli anni ho continuato a proporle come sfogo di una cultura sotterranea e beffarda che non vuole adeguarsi alla compostezza razionale.

RACCONTI

Nascono, i racconti, nelle notti in cui bambino credevo e speravo di diventare uno scrittore. Di quelle storie infantili, alcune sono state pubblicate su MUSICISTI SUICIDI E ANCHE. Ma il comune denominatore della narrazione rimane il desiderio disordinato di non volere cambiare il mondo. Ecco allora che le storie affrontano argomenti contrapposti, con diverse finalità. Si va dal racconto di rapidissima lettura all’altro che dichiara l’amore per una tromba entrando quindi nel surreale mondo delle visioni. Trattasi di avvenimenti inventati, tranne alcuni ambientati nel mondo infantile e autobiografici. Stranamente proprio questi hanno portato alcune critiche per la crudezza del linguaggio; ma nulla è inventato.

MUSICA

Negli anni che furono facevo musica per dichiarare qualcosa, per esempio il mio antirazzismo. I miei concerti erano eventi dove accadeva di tutto, dal poeta pazzo che cercava di sodomizzare una sedia, all’attore che in una scena western faceva contemporaneamente due personaggi e si faceva uccidere da uno dei due. Usavo la musica per raccontare ma soprattutto per provocare reazioni che, speravo, servissero al risveglio…di non so cosa. Non era la melodia che cercavo, ma piuttosto la dissonanza. E sono ancora qui a stonare note indifese che affronto con l’arroganza dell’ingenuo.

QUADRI

Alle medie vinse il primo e ultimo premio in un concorso dal titolo: LA FAMIGLIA. I ragazzetti tutti dipinsero mamme e papà sorridenti e affettuosi, il nostro invece rappresentò la famiglia in lite, mentre si lanciano piatti e coltelli. Non parteciperà mai più a concorsi né a collettive non amando le ammucchiate senza sesso….

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