VAI A BALLARE Rocco Burtone

( 1° presentazione).

“Vivo le mie radici ubriaco di leggende smarrite
E cerco le mie radici col travaglio della paura
E vado di terra in terra, di gente in gente, di sasso in sasso,
Vado di pianto in pianto, di fede in fede verso un destino.
E piango sulla collina che ha visto crescere il mio seme,
Piango sulla mia vita dai mille sogni e ormai finita.”
Così parlò il poeta – guardando il bambino
Così recitò il poeta – piangendo sul piccino.

( 2° presentazione).

“Sono un bambino morto Afgano, sono un bambino Brasiliano,
Sono nato nei vicoli di Napoli, forse nacqui in Algeria,
La mia terra è bruciata di fede, è la terra di Palestina,
Grida d’acqua e d’orgoglio questa mia terra africana,
La mia terra è terra rubata, sono un bambino Curdo,
Sono un bambino fantasma e non credo più nelle favole.
E tu vecchio poeta – che racconti la tua storia
Piangitore di te stesso – ascolta il mio rimedio:

VAI A BALLARE…VAI A BALLARE… (8 volte)


Finalino:
Si vive e non costa un po’ di più / Si vive comunque ma costa molto di più /
Si vive a guardare i treni passare la nebbia / Si vive di ballerine e sorrisi eccitati /
Si vive di notti d’amore rubato, di notti rubate agli occhi sottomessi /
Si vive e siam tutti dall’altra parte e se ti svegli non godi più /
Si vive di un vacillare d’estasi e paura e di illusioni e sorrisi indulgenti /
Si vive d’indifferenza e birra nel frigo / Si vive di televisione e si va in processione
Si vive di silenzi e rossore di disagio e il silenzio è più vile del vile /
Si vive nel ventre di un mondo baldracca che vende convinzioni, vende certezze, che promette la strada per il paradiso e ogni giorno si mangia e fai la dieta idrica, ipocalorica, ipercalorica, la dieta lattea, la dieta a punti, la dieta dissociata e io mi dissocio /
Si vive di parole e ti senti un po’ coglione /
Si vive da intellettuali con sguardi rassegnati e discorsi d’autore e non sarò più poeta finché la vergogna delle guerre mi sconfiggerà /
Si vive e si piange di cipolle sotto gli occhi /
Si vive con i passi del soldato che scrive poesie di guerra e fatelo, fatelo questo gioco di cacca e Don Chisciotte è ancora qui a gridare contro mulini che non producono farina, contro mulini che producono la macina della ragione /
Si vive e tu raccogli i petali di un fiore accidioso che ha fatto cantare gli illusi e sorridere i razionalisti /
Si vive e ti amo Adelina, ti amo col cuore, ti amo con le mani, ti amo senza prudenza, ti amo senza buonsenso e i nostri figli sono il documento della nostra gioia e che il nostro amore sia privilegio di tutti… che il nostro amore sia privilegio di tutti….et l’amour est là, et l’amour s’en va ecc…

Si vive c’è un bambino laggiù…/ Si vive c’è un bambino laggiù…
Non c’è più… Non c’è più.

FRANZ: canto russo

Rocco: francese

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