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Rocco
Burtone
Negli anni 70 faceva il cantautore “contro”, ma sta ancora chiedendosi contro chi abbia combattuto. Era talmente contro che rifiutò qualsiasi contratto discografico. Lo ascoltò ad un concerto Ivan Della Mea, allora direttore dei “Dischi del Sole”, che gli spedì una lettera con la richiesta di una registrazione (oggi si chiama demo) e Rocco gli inviò una cassetta registrata dal vivo praticamente inascoltabile. Della Mea gli scrive nuovamente chiedendogli un prodotto migliore, e cosa risponde il nostro eroe? “Caro Ivan, il valore dei miei concerti è manifestato dal rapporto a volte conflittuale col pubblico, quindi non ho interesse ad incidere canzoni senza una logica di lotta”. Della Mea non scrisse più e Rocco sta ancora meditando. Fino alla fine dei 70 ha suonato dappertutto, dalla Sardegna alla Sicilia, nelle fabbriche, nei teatri, alle Feste dell’Unità, per i circoli anarchici, per gli emigranti in Olanda e in Germania.
Nel 79/80 va negli Stati Uniti per ragioni economiche e lo troviamo dapprima su una nave da crociera a sollazzare musicalmente i turisti americani nel tragitto New York-Bermude, poi, stanco di quella vita, si trasferisce a Los Angeles dove canta le sue canzoni nei locali e con sorpresa si accorge di essere apprezzato più che in patria (forse perché il pubblico non comprende i testi).
Rientrato in Italia ricomincia con i concerti proponendo recital musicali e teatrali, proprio perché la sua passione è sempre stata il teatro sia per adulti che per bambini e infatti ha lavorato per anni con la “Compagnia Attori Associati” il cui repertorio era costituito soprattutto da spettacoli per l’infanzia; inoltre scrive libri e registra qualche disco. Insomma, ha fatto un sacco di altre cose, ma la noia dei curriculum troppo lunghi ci fa desistere.
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Ludovica Burtone (violino)
Dal 2001 suona col L’Orchestra Sinfonica del Friuli VG
Allieva del maestro Luciano Bolzon, ha completato il triennio superiore sperimentale ottenendo il massimo punteggio il 24 ottobre 2006.
All’interno di un progetto del conservatorio di Udine ha vinto le borse di studio per partecipare al “Texas music festival”, festival di musica da camera e orchestra negli Stati Uniti rispettivamente a giugno 2004 e giugno 2006.
Negli Stati Uniti, da gennaio ad aprile 2005 ha seguito le lezioni della professoressa Laura Bossert, Longy school of music, Boston; e Charles Castleman, Eastman school of music, Rochester NY.
Sin dai primi anni di studio ha frequentato corsi estivi e masterclass in Italia, Slovenia e Austria seguendo le lezioni dei maestri Carlo Grandi, Dean Bogdanovic, Gabriele Roterberg, Leonid Sorokow e Marina Sorokowa (Università di Vienna), Andrzej Grabiec (Università di Houston).
Nell'anno 2007 ha partecipato alle masterclass di perfezionamento di Portogruaro con gli assistenti del maestro Vernikov, I. Volochine e O. Semchuck.
Volendo estendere le sue conoscenze musicali oltre la musica classica ha partecipato ad un seminario di contemporanea e jazz con musicisti come Mark Feldman, New York; Mark Dresser, NY,LA, San Diego; Jim Black, NY.
Infine un’esperienza albanese, dove ha fatto lezioni con Alessandro Moccia, spalla dell'orchestra degli Champ Elisèe di Parigi e vissuto immersa nella musica tra grandi grandi maestri come Alain Meunier, Massimo Somenzi, Ivano Battiston; in una realtà geograficamente così vicina ma molto diversa dalla nostra.
Altro ci sarebbe, ma…
LA VERITA’:
LUDOVICA – Al conservatorio le venne consigliato l’organo, ma lei capricciosa, scelse il violino. Il papà ne fu entusiasta, perché credeva che un organo fosse più costoso di un violino. Invece… dovette vendere il garage per comprare lo strumento.
Da bambina dimostrò di essere precoce: bestemmiava a tre anni come uno scaricatore. I suoi genitori si preoccuparono, le suore sorrisero (gasp!).
Giovanissima, grazie alle raccomandazioni del padre che comprò una fila di sedie al Giovanni da Udine, venne assunta nell’orchestra sinfonica del Friuli VG. Pare che una delle ragioni per cui l’orchestra si scioglie è la sua presenza invisa agli altri orchestrali. Dopo anni di musica classica ha finalmente capito che il suo futuro è nel liscio. “Il valzer del porcellino” è il suo cavallo di battaglia.
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ARNO BARZAN
Pianoforte – Organo – Tastiere Curriculum artistico
Parallelamente allo studio della musica moderna (Jazz, Rock, ecc.), si è diplomato
brillantemente in Organo e Composizione organistica presso il Conservatorio Statale “G. Tartini”
di Trieste nel 1992.
Ha seguito vari corsi d’interpretazione di letteratura organistica della Germania del Nord con
Harald Vogel e sulle opere di J.S.Bach con Jacques Van Oortmerssen alla Accademia di Musica
Italiana per Organo di Pistoia, e partecipato a corsi di Direzione Corale e Canto Gregoriano.
Ha compiuto inoltre studi sulla metodologia dell’insegnamento della musica ai bambini.
Ha tenuto numerosi concerti d’organo sia come solista sia accompagnatore di cori in Italia e
all’estero (Coro Polifonico di Maniagolibero, Coro S. Marco di Pordenone, ecc..) ed ha diretto
varie formazioni, corali, strumentali, soprattutto a livello giovanile.
E’ stato invitato a presiedere la giuria in vari concorsi per gruppi musicali emergenti ed in
qualità di relatore, ha tenuto seminari di blues, musica d’insieme moderna, corsi speciali
(Carceri di Pordenone).
Musicista eclettico, collabora da sempre come pianista, tastierista, trascrittore, arrangiatore con
gruppi di vario genere e con i migliori musicisti del Triveneto, tra i quali:
E.Bacchia, B.Errico, L.Scomparcini, G.Valli, C.Coletti, M.Zemolin, R.Buttignol, G.Bortoloso, G.Zanier, L.Veronesi, S.Gislon, L.Marcolina, E.M.Ghirardini, A.Turchet, R.Todesco, R.Burtone.
Vari i progetti musicali: Na’ babas (sestetto etno-swing), Caravanserai (latin-rock), Borgonatio
(jazz-gospel), Anime Salve (tributo De Andrè) in trio, in duo, da solo, spaziando da teatri –
Mantova, Teatro Verdi di Gorizia, Verona, Modena, Teatro Giovanni da Ud. di Udine (premio Terzani)
ecc. - a manifestazioni come Musik Festival Oberwart Austria, Festival Lanusei (Sardegna),
Villa Celimontana jazz Roma, Festival Gambassi (Toscana) incidendo vari cd e partecipando a
varie trasmissioni televisive ( Antenna 3, Tele PN, Telefriuli, RAI 3).
Ha inoltre partecipato come animatore musicale a centri estivi per bambini ed a varie
attività scolastiche (colonne sonore per cortometraggi Scuole Elementari e Medie).
Docente di Teoria e solfeggio, Tastiere, Pianoforte, Pianoforte moderno,
Organo, Musica d’insieme.
LA VERITA’:
All’età di tre anni ha sognato una batteria sotto il tavolo della sala chiedendola quindi in regalo.
Sentendosi consigliare dal fratello di passare dalla batteria ( perché aveva troppi pedali)
all’organo ( che ne aveva trentadue ), ha propeso per quest’ultimo.
Avuto in regalo da S. Nicolò un piano arancione ( ancora perfettamente suonante ),
comincia gli studi che lo porteranno a suonare la sua prima canzone: “E’ l’ora che pia”,
seguirà “Il Piave”.
Al ritorno di S. Nicolò, desideroso di una fisarmonica verdemarrone ( come la maglia della Ternana), mentre è in trepida attesa del suindicato Santo si sente nuovamente consigliare
dal fratello di prima (Fabio) di desiderarla rossa.
Ignorando che quello stronzo sapeva già tutto, si mette con tutte le proprie forze a pensare:
” La voglio rossa, la voglio rossa”.
Un minuto dopo ( giusto il tempo che la madre tirasse fuori il pacco ) ecco la fisa: ROSSA.
Per anni ha creduto che il fratello fosse un genio.
Come quella volta della comunione che gli ha detto di non masticare la particola ma di lasciarla sciogliere in bocca perché una volta un bambino a Milano l’aveva masticata ed era rimasto fulminato.
Per anni ha ciucciato la particola.
Fino a quando la suora lo vede e dice: “Oh Arno, mastica quella particola!”
E lui, pensando:”Ma questa è matta”.
Ha inoltre fatto la sensazionale scoperta che il rock è il contrario del valzer.
All’età di sei anni, ascoltando Furia cavallo del west, nota che la batteria suona “tum tum cià”
(due note basse e una alta). Confrontandola con quella del valzer, che è “tum cià cià” ( una bassa e due alte), arriva appunto alla scoperta.
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